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Dietro l'angolo il bistRO


Ci siamo capitati davanti per caso facendo una passeggiata la mattina... e alle 8 della stessa sera eravamo già con le gambe sotto al tavolo.

Era da tanto tempo che volevo provare "Il Luogo di Aimo e Nadia" ma ahimè un po' per i prezzi e un po' per via della prenotazione mi ero persa l'occasione.

Quindi il modo migliore per avvicinarsi alla loro cucina era andare da Aimo e Nadia bistRO. (Soprattutto perché ho scoperto che è dietro casa!)

Il locale è piccolo ma molto accogliete, arredato con pezzi di design ricercati in collaborazione con Etro. Tutto ciò anche grazie al connubio tra i proprietari e la gallerista Rossana Orlandi.

Ma veniamo al dunque, ci tengo a dire che i tempi sono stati perfetti, non abbiamo mai aspettato ne troppo, ne troppo poco, e il personale, tutto molto giovane, è stato sempre attento a ciò che succedeva tra i tavoli.

Mentre ci portavano l'acqua e aspettavamo di ordinare il vino, ci hanno portato un piccolo entrée, fatto con la farinata di ceci.

Poi tra il primo calice di vino e l'antipasto, per ingannare l'attesa, è arrivato un piccolo assaggio della casa fatto con guancia di cernia su una crema di spinaci e taralli sbriciolati: delizioso.

Come antipasto abbiamo scelto di dividere una tartare di vitella affiancata da una spuma di salsa tonnata molto soffice e una piccola insalata di campo. Devo dire che la salsa tonnata così non l'avevo mai mangiata, la consistenza era molto soffice e la carne veramente fresca.

Come primi uno spaghettone con pesto di erbe, pomodori secchi, mandorle e bottarga di muggine molto buono e un risotto Carnaroli con zucca, taleggio e maggiorana per me fenomenale davvero. Intanto, è uno dei pochi posti dove una persona sola può ordinare un risotto senza bisogno che qualcun altro lo ordini, poi la crema di zucca era molto delicata. Venendo da Mantova mi è capitato spesso di mangiarlo ma loro si sono davvero distinti.

Per secondi abbiamo preso petto di anatra con mela cotogna e cicoria saltata, e stufato di vitellone con sedano rapa e barbabietola. L'anatra era molto croccante nella parte superiore e rosata all'interno, un insieme di consistenze diverse racchiuse tutte in un piatto solo, davvero sublime. Le prime parole che mio marito ha detto stamattina appena sveglio infatti sono state: rivoglio quel petto d'anatra!

Anche il vitello era molto morbido e si sposava molto bene con la crema di rapa.

Per finire un bel dolce al cioccolato con una coulis di uva fragola e noci caramellate che abbiamo diviso e caffè.

Per una cena di questo tipo, con un calice di vino a testa, abbiamo speso circa 75€ ognuno, ma per il tipo di posto che è e per la cura delle materie prime direi che ci sta benissimo. È un posto per occasioni speciali e sicuramente non ve lo dimenticherete.

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